Liberacomelaria


Perchè?
Liberi liberi siamo noi però liberi da che cosa chissà cos'è...

On the road
...alle ragazze dalle labbra rosa
A little less conversation
Farsi del male è un'arte sottile
Fondali
La Casa di Lapo
La collana di perle
La penna e la spada
La Terra
Un'altra dea
[La barca d'oro]


Il passato
oggi
agosto 2005
giugno 2005
maggio 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004


Un po' di me:
mare
vento
motori
emozioni forti
musica, sempre
poesia
uomini (intelligenti)


Leggere..
L'amour dure trois ans - Fréderic Beigbeder
Chiedi alla polvere - John Fante
Donna di Porto Pim - Tabucchi
The Golden Bough - Frazer
Il ragazzo che amava Shakespeare - Bob Smith
Nell'intimità - Hanif Kureishi
Alain De Botton - Il piacere di soffrire
Justine Lèvy - Rien de grave


Quante volte, figliola?
Siete venuti a trovarmi *loading* volte (!)



martedì, agosto 02, 2005
 

Forse non sarei
come sono adesso
forse non avrei
questa forza addosso
forse non saprei
neanche fare un passo
forse crollerei
scivolando in basso
invece tu sei qui
e mi hai dato tutto questo
e invece tu sei qui
mi hai rimesso al proprio posto
i più piccoli
pezzi della mia esistenza
componendoli
dando loro una coerenza

come è bello il mondo insieme a te
mi sembra impossibile
che tutto ciò che vedo c'è
da sempre solo che
io non sapevo come fare
per guardare ciò che tu
mi fai vedere
come è grande il mondo insieme a te
è come rinascere
e vedere finalmente che
rischiavo di perdere
mille miliardi e più di cose
se tu non mi avessi fatto
il dono di dividerle con me

forse non avrei
mai trovato un posto
forse non potrei
regalarti un gesto
forse non saprei
neanche cosa è giusto
forse non sarei
neanche più rimasto
invece tu sei qui
sei arrivata per restare
invece tu sei qui
non per prendere o lasciare
ma per rendermi
ogni giorno un po' migliore
insegnandomi
la semplicità di amare

come è bello il mondo insieme a te!

(Max Pezzali - 883)

By Motociclista | 17:21 | commenti (5)
 

Il tempo passa e le cose si evolvono. Ho ritrovato la voce e la voglia di usarla, anche se troppi pensieri mi impediscono di concentrarmi sul qui e ora della scrittura. Vengo qui, leggo gli scritti degli amici e lascio qualche piccola traccia del mio passaggio, niente di più. Però mi vengono strani pensieri. Ieri pensavo di aprire un nuovo blog, di cominciare con una pagina pulita a scrivere della mia nuova vita. Mi illudo che sia nuova, naturalmente, perchè io sono sempre la stessa e la vita anche. La novità sta nel prendere atto della trasformazione che in due anni ha cambiato molte cose di me e del mio modo di vivere.

Per chi mi legge ancora, per chi non si è stancato di venire a vedere questa casa disabitata, dirò che va tutto bene.  Sono sempre in divenire, ho solo preso una strada nuova e solo tra qualche tempo sarò in grado di darvi un resoconto del viaggio che ho intrapreso.

Il viaggio è dentro di noi, sempre. Viaggiamo per cercare qualcosa ma alla fine possiamo soltanto trovare noi stessi, se siamo attenti e fortunati.

Io per adesso ho trovato l'amore, e l'ho trovato dentro di me, dove non credevo fosse nascosto. Dopo averlo cercato tanto negli altri ho capito che era lì, così vicino, nel mio cuore.

Sembra semplice. Vero?

Comunque per adesso non aprirò un nuovo blog, rimarrò fedele a queste pagine. Anche da piccola sprecavo un sacco di carta, mentre l'essenziale è esprimersi, comunicare pensieri ed emozioni, esserci.

By Motociclista | 17:12 | commenti (3)


martedì, giugno 28, 2005
 

Stamattina A. ha l'udienza per la separazione. Dopo otto mesi di attesa, otto lunghi mesi che ci hanno cambiato la vita, che hanno cambiato noi due ma forse non hanno cambiato affatto la moglie. Ieri sera pensieri e preoccupazioni ci hanno agitati, folate di vento freddo nella mente, paure che nei 30 gradi della mia stanza stanotte producevano nuvolette di vapore ghiacciato come i fantasmi del film The Others.

Il tempo passa in modo diverso per ognuno di noi, è cosa nota. La sua percezione varia costantemente, per alcuni talvolta la vita rallenta fino a fermarsi. Noi abbiamo vissuto in velocità, una discesa felice su un pendìo lieve, fatta di momenti allegri e intensi, di rapide scivolate e dolci pause di riposo. Per C., per lei, è stata una salita, dura, senza appigli sicuri. Una strada polverosa la cui fine non si intuisce, che sembra non portare in nessun luogo, che genera inquietudine. Questa è la mia impressione, potrei sbagliare, anzi lo spero.

Per questo ho molti pensieri, per questo temo. Io le auguro serenità, come la auguro a me stessa e ad A. Così è la vita, gli errori si pagano e ognuno li paga con la moneta che ha. Come i debiti, temo non si finisca mai di pagarli.

By Motociclista | 10:02 | commenti (5)


giovedì, giugno 16, 2005
 

Ogni tanto mi capita di preoccuparmi per i miei amici, per le persone che amo. So che dovrei farmi gli affari miei, ma è un’altra storia. Mi preoccupo perché li vedo che si raccontano frottole, alle quali cercano disperatamente di credere, o credono veramente. La verità è una parola pesante, inopportuna. Fa male, dicono. Allora ci inventiamo scuse, storie, giustificazioni. Vedo persone buone, sincere, che si meriterebbero il meglio ma raccolgono solo briciole - di affetti, di gioia, di vita.

Briciole che sono frustrazioni.  E loro si raccontano storie, prendono tempo. Invece di scappare via, di urlare la propria infelicità, di provare a liberarsi dal giogo stanno lì come animali da soma, stanchi, rassegnati, con gli occhi al suolo. Si dicono che va tutto bene, tengono duro, e soffrono. Lo facciamo tutti, lo so. Ma è triste. E la vita è così breve.

By Motociclista | 16:59 | commenti (2)


martedì, maggio 31, 2005
 

L'Alice se n'è andata. Ieri sera alle sette e mezza, un'ora stupida per andarsene, ma forse è lo stesso, a 92 anni. L'Alice era mia zia, la sorella di mia nonna, per mia madre la mamma che avrebbe voluto avere. Ferma da sempre agli anni del ventennio, caschetto biondo platino e scarpine da charleston.. una risata da ragazzina, occhi vispi e furbi, maliziosa sempre, bugiarda, tutta profumi e balocchi. Aveva scelto un uomo serio, un po' timido (mio zio aveva studiato in seminario) ma insieme erano felici, sempre in giro in macchina, a mangiare fuori.

L'Alice era un raggio di sole, giocava a fare la signorina snob ma in fondo era una donna di campagna, di gusti semplici. Da piccola andavamo a trovarla sul lago e poi si andava in Svizzera a comprare la cioccolata e i dadi, e ci fermavamo in qualche crotto a mangiare qualcosa (per lei "pane, salame e una birretta"). E lei era sempre la più bella, la più elegante, la più ingioiellata, quella che rideva sempre.

Qualche anno fa, passavamo il Natale insieme e portavo la macchina fotografica. Se le dicevo "dai zia, mettiti lì che ti faccio una foto" lei si metteva in posa come le dive del cinema muto. E intanto rideva, mi raccontava di quando era piccola, era leggera come un uccellino.

L'Alice aveva tanta paura di morire, forse perchè aveva tanta voglia di vivere. Ciao, zia.

By Motociclista | 15:45 | commenti (2)


martedì, maggio 24, 2005
 

E' primavera, nascono i bambini. Tra i miei colleghi, solo in questa settimana, tre. Ho ancora sentimenti contrastanti, come se per me fosse un argomento in discussione. Ma la mia età inesorabilmente deciderà per me. Fino ad oggi la ferma convinzione di restare figlia per sempre mi ha sostenuta, l'istinto materno non mi ha intenerita. Ancora oggi di fronte a un cucciolo d'uomo non provo particolare commozione, mi sembra di non sentire niente.

Forse non è vero, non del tutto. Cosa è cambiato in me? apparentemente niente, ma si è fatto strada un desiderio, un pensiero. Non sto cercando di provocare la sorte, ma ho abbassato le difese. Quello che desidero è avere una famiglia, ma non ho ancora capito bene se il concetto di famiglia può aver senso e legittimità tra due sole persone o si rimane per sempre solo "coppia".

Sono solo pensieri. I bambini nascono, crescono in fretta. La vita scorre rapida, a volte come un fiume apparentemente tranquillo, altre come un torrente impetuoso. Forse con i figli va ancora più veloce. Forse con i figli tu che scorrevi via nella corrente come un ramoscello nelle rapide diventi una roccia attorno alla quale l'acqua crea vortici. Ma devi stare ferma, lì, e lasciare che gli altri si possano aggrappare a te se sono stanchi. L'ebbrezza della velocità è un ricordo... e non arriverai mai al mare...

By Motociclista | 11:53 | commenti (2)


mercoledì, maggio 18, 2005
 

Non ce la faccio veramente più. A parte che ogni giorno che esco in Vespa prendo una lavata, non sopporto più questo grigiore. Già devo vivere qui e ogni giorno mi pesa più del precedente, ma vivere in questo eterno Novembre mi sta succhiando via la vita. Stamattina ho anche subito un prelievo di sangue e, credetemi, mi sono meravigliata di averne ancora, pallida come sono.

Ora basta! voglio il sole!

By Motociclista | 14:03 | commenti (2)


giovedì, maggio 12, 2005
 

Buongiorno, amici. Dico buongiorno e non ciao, perchè mi sento un po' straniera, sono stata via per un po'. Mi aggiro tra le pagine, questi lunghi papiri srotolati nell'irreale virtuale, e mi sento quasi estranea. Come quando si torna a scuola dopo l'influenza, come quando si torna a Milano dalla vacanza. Si annusa un po' tutto, si toccano gli oggetti con cautela, si rigirano fra le mani le cose consuete riscoprendole in dettagli dimenticati.

Ho letto una frase in un altra pagina e ve la riscrivo: "Vedere nero su bianco quell'indefinito che premeva dentro,a volte,serve a dargli un nome e nominarlo è già un po' combatterlo. " Ecco, non credevo di avere un indefinito che mi premeva dentro ma proprio nel momento in cui l'ho scritto - nero su bianco - ne ho avvertito il pizzicore, il fremito. Forse non desidero combatterlo, solo infilzarlo con uno spillo e lasciarlo lì agonizzante, a dimenarsi contro il muro. Lo scopo è comprendere o solo farsi male?

And I have known the eyes already, known them all--
The eyes that fix you in a formulated phrase,
And when I am formulated, sprawling on a pin,
When I am pinned and wriggling on the wall,
Then how should I begin
To spit out all the butt-ends of my days and ways?
And how should I presume?


By Motociclista | 13:12 | commenti (2)


mercoledì, febbraio 02, 2005
 

Post retrospettivo. Lettera (mai spedita) del 9 agosto 2002 all'uomo della mia vita

Basta.
Sono io che ho fatto questo film, sono io che metto la parola fine.

Sono stata anche troppo bene e adesso mi mancherà molto questo niente che ho vissuto con te.
Ritorno alla mia vita, vissuta sempre senza di te. Adesso però ho  un ricordo, un desiderio che mi porterò dentro per sempre. A volte le persone non sanno cosa può succedere nella vita degli altri. Io sono passata solo accanto a te ma qualcosa di te resterà per sempre con me.

Tranquillo, non mi sono innamorata di te: no, non è questo. Tu hai parlato una lingua che ho compreso istintivamente, il mio corpo ha capito i tuoi baci e li ha accettati senza riserve, la mia mente ha capito il tuo desiderio e lo ha riconosciuto in sé, fino in fondo.
L'altra non c'entra, come non c'entra lui. C'eravamo solo io e te. Quando in spiaggia mi guardavi c'eravamo solo io e te. Ho letto tutto nel tuo sguardo e tu hai letto tutto nel mio. Basta così.

Nella vita questa cosa apparentemente semplice non succede molto spesso. Potevo fare qualcosa di più per fermare questo momento, forse temevo solo di sembrare patetica. Non ti voglio per il sesso. Volevo far parte della tua vita e volevo che tu facessi parte della m ia, per quanto idiota e illogico possa sembrare.

Tu farai parte della mia vita per sempre 

By Motociclista | 14:42 | commenti (5)


martedì, febbraio 01, 2005
 

Eccoci di nuovo qui, a parlare di sogni.

C'è stato un momento, due anni fa, nel quale con chiarezza avevo visto tutto. Il momento era tra i meno positivi per noi, mi stavo rendendo conto che ci stavamo perdendo, che le nostre strade si erano incrociate soltanto per un attimo e avrebbero continuato in due direzioni diverse, allontanandosi sempre più. Allora ho desiderato fortemente che capissi che eravamo fatti l'uno per l'altra (pensa l'assurdità, non ne ero convinta nemmeno io). Una voce dentro di me, quella che sapeva già tutto, ha preso possesso della tastiera e ha scritto: "vorrei che andassimo a vivere insieme nella tua casa, io lascerò il mio lavoro e verrò qui, mi occuperò della casa, dell'orto del giardino e anche di te. Magari avremmo anche un bambino, io e te.. come si chiama il tuo papà? se no lo chiamiamo Pietro come mio nonno, o Alice come mia zia... ma cosa sto scrivendo?"

Ma cosa stavo scrivendo? semplicemente i miei desideri più profondi, inascoltati. Ero già innamorata di te, due anni fa. Lo negavo, nemmeno sotto tortura l'avrei confessato. Poi è successo. Un giorno i miei desideri, i miei sogni, hanno cominciato a riaffiorare, a prendere colore, ad avverarsi. Ora ci ho preso gusto e sto facendo pratica, studiando i particolari, disegnando il mio nuovo mondo insieme a te.

By Motociclista | 14:37 | commenti